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lunedì 31 maggio 2010

La Vespa: Un mito Senza Tempo


“... Martino guidava la Vespa e il Vecchio Alex se ne stava appollaiato dietro con la gola tutta secca. ...”Molto spesso, nel libro “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” viene citata il mito motociclistico. Ma come è nata la Vespa?

Il mito della Vespa trova le sue origini nel 1946 grazie al progettista aeronautico Corradino D’Ascanio, che disegna lo scooter più famoso di tutti i tempi. Questa azienda, genovese, era nata inizialmente come fabbrica di arredi navali e di aerei per l’esercito e dopo la seconda guerra mondiale si converte in casa motociclistica grazie soprattutto al progetto Vespa. Il suo celeberrimo nome deriva, sembra, da un’esclamazione di Enrico Piaggio che, durante il collaudo esclama “Sembra una vespa” per il caratteristico suono del motore e per le sue linee. La Vespa è innovativa sotto alcuni aspetti, che appunto la renderanno famosa: il primo di questi è il telaio, assente nella Vespa in quanto è la scocca stessa a sopportare il peso delle parti meccaniche e del guidatore, inoltre la posizione del motore è decisamente singolare, esso posto vicino alla ruota posteriore in modo tale da evitare l’uso di catene o similari, rendendo quindi più leggera la moto. La vespa è la prima ad avere una posizione classica da scooter, le precedenti moto infatti presentavano il serbatoio del carburante tra le gambe. Altro particolare è il cambio a manubrio, direttamente collegato alla frizione. Il primo modello del più famoso scooter d’Italia risale, come detto al ’46 ed era il prototipo MP5 Paperino, mai andato in produzione. Fino agli anni ’90 la vespa è sempre stata, anche nei numerosi modelli prodotti, monocilindrica, con cilindrata da 50cm3 a 200cm3, rigorosamente monocilindrica monoalbero a due tempi (la benzina è miscelata con olio da motore, in percentuale che varia dal 5% al 2%) e col cambio manuale. La Vespa classica “morì” nel 2008, quando esce di produzione l’ultimo modello a 2 tempi, la PX, lasciando spazio alle più moderne e meno inquinanti 4 tempi, chiudendo così l’era classica della Vespa. Tutti i modelli odierni hanno motorizzazioni a 4 tempi, con linee ammorbidite ma che comunque mantengono lo stile dei primi modelli. La Vespa è stata per tutti gli anni ’90 il simbolo dei giovani ed a essa è stata anche dedicata una canzone dei Lunapop.

Fonti: Wikipedia, enciclopedia Grolier e vari siti motociclistici.

Faggionato Leonardo