giovedì 1 aprile 2010

Papà, aiutami a fare da solo…

“Te l’ho detto, ho un appuntamento.”

“Con chi, un appuntamento.”

“Con una mia compagna, mutter.”

“Una compagna. Sarebbe a dire?”

“Non la conosci. Cosa ti cambia se ti dico un nome? Non la conosci, comunque.”


Il rapporto più difficile da gestire nella vita è quasi sicuramente quello genitori-figli.

Ad esempio la madre vorrebbe che il proprio “figlioletto” prediletto non crescesse mai, che non le scappasse mai via dalle mani. Il “figlioletto” (che poi tanto piccolino non è), invece, vorrebbe essere più libero, cominciare a fare le sue scelte in modo autonomo e non sempre sotto la supervisione dei genitori.

La famiglia italiana media è così semplicemente strutturata: la figura autoritaria, che nel romanzo è il padre, “il cancelliere”, come lo chiama Alex (il protagonista del romanzo Jack Frusciante è uscito dal gruppo), colui che emette le sentenze, la persona fiscale che bada ai particolari (“È chiusa la Feltrinelli”) e che ha teoricamente l’ultima parola in ogni discorso (“Esce poverino […] torna fuori perché qui si annoia”). Troviamo poi la madre (“mutter”) che ha più o meno lo stesso potere del padre a seconda delle circostanze. È la più curiosa della casa e quando ne ha l’occasione non esita a fare il classico interrogatorio dalle mille domande ai figli (“come sarebbe? […] Sei appena rientrato e già esci?” “Con chi, un appuntamento?” “Sarebbe a dire?” “E a che ora torneresti?” e molte altre…). Poi, alla base della piramide gerarchica della famiglia, vi sono i figli come lo stesso Alex, con le loro idee, ambizioni, sogni...

L’adolescenza è il periodo in cui si cambia di più, in cui si fanno le prime esperienze importanti. Proprio per questo è bella e bisogna godersela, perché tutto ciò che si fa, lo si fa per la prima volta: conoscere tanti nuovi amici e fra questi quelli che ci accompagneranno per tutta la vita, uscire con la prima ragazza, fare l’amore per la prima volta, andare in vacanza (finalmente) da solo o con gli amici, comunque senza genitori, e molto altro… tutte cose che per un adolescente significano vivere e crescere.

Naturalmente in tutto questo la figura del genitore è molto importante: dovrà riuscire a tenere il figlio con i piedi per terra, ad aiutarlo a costruire le fondamenta per realizzare i propri sogni, ma contemporaneamente fare in modo che non si illuda inutilmente. Ciò non vuol dire che il genitore dovrà essere sempre, costantemente, inesorabilmente “attaccato” al figlio, perché così facendo non farebbe altro che frenare la sua voglia di libertà e curiosità (“Quando i genitori fanno troppo per i figli, i figli non faranno abbastanza per se stessi”, Elbert Hubbard). Non dovrà nemmeno completamente disinteressarsi della sua vita, però: il giusto, come sempre, sta nel mezzo, quel mezzo che a volte causa tanti problemi nei rapporti interfamiliari.

Sta proprio ai genitori e ai figli trovare la giusta armonia, e se entrambi sapranno rinunciare rispettivamente a un po’ della voglia di essere onnipresenti e a un po’ del desiderio di fare tutto ciò che passa per la propria testa, allora la convivenza sarà pacifica e soprattutto costruttiva.

Matteo Zoppello

18 commenti:

  1. Wow quale onore! sarò il primo a commentare!
    No dai seri.

    Questo post dice un sacco di verità e lo condivido, a parte per la parte del padre perchè il mio durante la settimana è a lavoro, e quando è a casa non si intromette troppo nei miei affari, a parte le volte in cui è in vena di farlo, allora diventa insopportabile, ma si sofferma poco sul dove vai per concentrarsi meglio sul cambia scarpe.
    è interessante questo post bravo Zopp!

    Stefano

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  2. Si è vero, post interessante perché evidenzia la situazione che molti di noi nella nostra classe (ma non solo) vivono ogni giorno. Anche se a dire il vero, secondo me, il "raggiungere l'armonia" che ha citato alla fine del post Zopp, secondo me è una grossa utopia.
    Resta comunque un post ben fatto davvero

    Gian Marco

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  3. Che dire...complimenti! Come presumo molti altri mi riconosco completamente in questo post; è proprio vero: alla nostra età si scoprono tante cose nuove e alcune volte ci si sente bloccati da questi genitori che sembrano davvero volerci mettere sempre il palo tra le ruote; sicuramente le loro sono tutte buone intenzioni e con i loro consigli e le loro raccomandazioni vogliono sono fare il nostro bene. Concludendo posso dire che a 16 anni sia davvero tanto difficile essere il figlio perfetto anzi, io penso sia impossibile e questo causerà eternamente infiniti scontri tra genitori e figli.
    Alessia Zaroccolo

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  4. Non c’è nulla da aggiungere a quanto stato detto in questo post. Ognuno di noi si trova ad affrontare le pressioni dei genitori che ogni volta che usciamo si intromettono, facendoci mille raccomandazioni. Questa è anche una questione di facile litigio con loro, i quali si sentono (secondo me) un po’ troppo padroni di sapere per filo e per segno tutto quello che facciamo.
    Giulia Vigolo

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  5. Tranquilli ragazzi, il rapporto conflittuale con i genitori non finisce mai. C'è a 15, a 20, a 25 , a 30, a 40 e a 50 anni. Anzi, direi che più avanti si va più diventa conflittuale, con la differenza che quando si cresce si impara a gestire meglio la conflittualità, a volte semplicemente fregandosene.

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  6. Secondo me il rapporto di armonia che descrive Matteo alla fine del post è una cosa fondamentale nella crescita in un ragazzo. Avere un buon rapporto con i genitori, non solo riesce a garantirti la loro fiducia verso di te, ma anche di vivere l'adolesenza con più serenità. Sì, è vero, ti fanno mille domande e mille raccomandazioni ogni volta che esci ma, passata questa fase, possono lasciarti anche più libero nelle cose che fai.

    Alessandro Bregalda

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  7. Sì professore, concordo con lei! Mi capita ogni tanto di vedere i miei genitori discutere con i miei nonni... ma un po' di scontri ci vogliono in famiglia! Anche perchè, come scritto da Matteo nell'ultimo paragrafetto, è proprio dal confronto tra le due parti che può nascere quell'armonia citata. Certo come ha detto il mio copyright preferito Gian Marco non esisterà mai il "rapporto perfetto", ma ciò non toglie che ci si possa avvicinare a tale obiettivo.
    Dimenticavo di fare i complimenti a Zopp, bellissimo post scritto veramente bene, bravo!!!

    Luca Mattarolo

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  8. L'adolescenza è un periodo pieno di forti emozioni.
    E come disse Jim Morrison "Amo gli adolescenti perché tutto quello che fanno lo fanno per la prima volta."
    Come sempre c'è un cambiamento e la riscoperta di noi stessi. Ad accompagnarci in questa avventura ci sono i nostri genitori. Io non posso parlare molto di rapporto "conflittuale" poichè c'è un certo equilibrio in famiglia. Non mi trovo mai a fare litigate esagerate e diciamo che c'è un rapporto genitore-amico tra me, papà e mamma.
    Da entrambe le parti c'è un rapporto di fiducia reciproca e solo a volte escono discussioni. Non c'è troppa intromissione in faccende personali, s'impara molto e non mi posso lamentare di certo io. A volte mi confido anche con mia mamma. Insomma c'è parecchio equilibrio :)

    Comunque bel post zopp!

    Carolina Fanchin

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  9. Che bel post!
    Sono tutte grandi verità quelle di cui parla Zopp in questo momento, tutti litigano con i propri genitori e fanno discussioni su discussioni per poter star fuori la notte, per andare in discoteca, per i compiti non fatti e per altri mille motivi. Tuttavia io mi sento fortunata: i miei genitori mi lasciano molta libertà e mi lasciano gestirmi le mie faccende. Purtroppo a me non basta mai la libertà che mi concedono, sicché mi trovo molto spesso a fare delle litigate assurde, anche sapendo di essere dalla parte del torto.

    Federica Magnabosco

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  10. Io non so voi, ma in casa mia è tutto l'opposto.
    E' mia madre la fiscale amministratrice delle faccende di casa, o come la chiamo scherzosamente io,la "genitrice" XD.
    Mio padre,invece, tende ad essere il poliziotto buono della situazione, il riappacificatore, colui che dal mezzo pone un rimedio ad ogni dissapore.
    Questo equilibrio, comunque, non pregiudica affatto la mia libertà.

    Francesca

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  11. Bel Post Zopp,
    concordo pienamente quanto detto nei precedenti commenti, volevo solo dire che quasi sempre uno dei due genitori è più permissivo mentre l'altro più rigido. Questa rivalità tra genitori e figli c'è sempre stata.

    kristian

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  12. Interessante post, condivido anch'io tutto quello che è stato scritto da Zopp, aggiungo che secondo me non sempre il padre e la madre hanno un ruolo preciso perchè alle volte i ruoli si scambiano, ma comunque i conflitti con i genitori credo che non mancheranno mai, come dice il prof...
    Bel lavoro Zopp!!!

    Lombarda Diego

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  13. Mamma mia... Ogni tanto i miei mi fanno impazzire e soprattutto la mia mamma! Sembra la copia identica di quella di Alex! Mi riempie di miliardi di domande inutili e poi se non le voglio rispondere fa in modo che glielo dica aggirando l'argomento principale, cioè quello che vuole sapere, e poi tornandoci su come niente fosse... Però secondo me non lo fa apposta. Le viene spontane la voglia di sapere ogni dettaglio della mia vita. Ogni tanto mi viene voglia di andarmene e non tornare più a casa, però poi ci ripenso e lascio perdere... Anche perché non ci sarebbe nessuno a finanziarmi ^^

    Nemanja Rajic

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  14. Esistono 3 tipi di genitori:
    -Iperprotettivi: temono per ogni cosa, non ti lasciano fare nulla perchè hanno paura che un marocchino possa rapirti.
    -Normali: sono protettivi entro un certo limite, ti lasciano abbastanza spago per fare quello che vuoi (anche se non sempre).
    -Presenze aliene: se ne fregano molto spesso di te, ti lasciano fare quello che vuoi però quando ti servono non ci sono mai (per fortuna questa razza di genitori è in via d'estinzione, o almeno si spera!!).

    Scusate se sono stato polemico, però non mi pare di aver detto fesserie!!

    Samuele Saggiorato U_U

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  15. Ciao Samuele, più che altro devi scusarti con i marocchini, non so cosa ti abbiano fatto, forse è un modo di dire ma non molto carino.
    per quanto riguarda la terza categoria, le presenze aliene, mi sembra che non siano molto in via d'estinzione, anzi. Mi sembra che tra i genitori, soprattutto se ricchi, vado molto di moda essere così.

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  16. Complimenti Matteo! Hai ragione, il rapporto genitori e figli è complicato, bisogna cercare quell'aromonia da te citata. Trovare l'equilibrio non sempre è semplice perchè a volte i genitori traducono l'amore per i propri figli in maniera errata.

    Marta Iselle

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  17. Fantastico, rileggendo questo post credo che bene o male tutti ci rispecchiamo nei panni del vecchio Alex. Di certo il post sarà anche fatto bene ma scontato, cioè i conflitti genitori -figli ci saranno sempre.

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  18. Eh si, i conflitti tra genitori e figli ci saranno sempre, da una parte perchè i genitori hanno il dovere di tenere i loro figli con i piedi per terra, dall'altra perchè i figli non ascoltano e non hanno esperienza su molte cosa che fanno. Quando però i genitori cercano di controllare i figli in maniera ossessiva, diventando dei cancellieri e delle mutter, la cosa situazione diventa secondo me sgradevole e controproducente, poichè i figli non imparano, non fanno niente per se stessi, e inoltre alcuni sbagli molte volte possono essere costruttivi, e insegnare a comportarsi in un certo modo, cosa che dovrebbe spingere i genitori a lasciare anche un po di "spago" ai loro figli. Secondo me un rapporto di completa armonia è un utopia, e generalizzando tutte le situazione completamente perfette, armoniche, e senza compromessi sono delle utopie.
    Comunque bel post Matteo, interessante e scritto bene.

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