... Il mio disegno numero due si presentava così:
Tratto da "Il piccolo principe".
“ … e il vecchio Alex l’immaginava seduta al tavolo di una camera che non aveva mai visto, mentre leggeva: «Se vuoi un amico, addomesticami». «Cosa bisogna fare?» aveva chiesto il piccolo principe. «Bisogna essere molto pazienti,» aveva risposto la volpe. «All’inizio ti siederai un po’ distante da me, così, tra l’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio, e tu non dirai niente. Le parole sono fonte di malintesi. Ma giorno dopo giorno, potrai venire a sederti un po’ più vicino…»
Da pagina 26 di “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”.
Il piccolo principe è uno di quei libri che dovrebbero far parte della cultura di ogni persona: tutti i bambini dovrebbero leggerlo e probabilmente anche la stragrande maggioranza degli adulti.
È stato scritto nel 1942 da Antoine de Saint-Exupéry, un grande scrittore e un pilota d’aerei. Esso racconta dell’incontro tra l’autore e un bambino: l’aviatore, a causa di un incidente con il suo aereo, si ritrova solo in mezzo al deserto con poche speranze di sopravvivere. Quando gli si avvicina un bambino che gli chiede di disegnare una pecora. Dall’aspetto del piccolo non si direbbe, però, che abbia appena attraversato il deserto. Egli infatti proviene dal cielo: il piccolo asteroide B 612 è stata la sua casa per tutta la vita, finché non ha deciso di iniziare ad esplorare altri pianeti, fino ad arrivare alla Terra. Il bambino racconta al pilota la storia di tutti i sei asteroidi che ha visitato e di tutte le persone che ha incontrato durante il viaggio che ha compiuto. I due prendono in esame temi molto difficili ed impegnativi, ma riescono a trasformarli in concetti semplici e chiari anche ad un bimbo. Questo libro, è rivolto soprattutto a loro o a coloro che si sentono ancora bambini dentro e che non vogliono far morire o seppellire questa parte del loro essere. Gli adulti vengono duramente messi in discussione dai due protagonisti: con i “grandi” non si può parlare di cose serie (come di serpenti boa, foreste primitive e stelle, ma soltanto di bridge, golf, politica e cravatte); i “grandi” non capiscono perché hanno perso i sentimenti puri che invece hanno ancora il piccolo principe o il pilota.
È un libro che parla di sentimenti, quasi una sorta di romanzo educativo sul tema dei sentimenti ed è una tappa obbligata per ogni lettore. La volpe di cui si parla nel riferimento iniziale saluta il piccolo principe con un raccomandazione che è importante tenere a mente: “«Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.»”.
Federica Magnabosco